copertina flor tealdiLedo Stefanini - La fisica dei tartufi

Si tratta di una raccolta di articoli in materia di didattica della fisica rivolto principalmente ad insegnanti delle scuole medie superiori, ma dai quali potrebbero trarre motivo di salutare riflessione anche gli insegnanti di scuola media. La didattica della fisica in Italia risente di due mali: il primo è costituito dalla mancanza di una tradizione; il secondo dalla carenza di preparazione scientifica. La cultura fisica degli insegnanti italiani si riduce infatti a ciò che hanno appreso in un paio di corsi seguiti nel primo biennio dell’università.

La prassi didattica nella nostra scuola è determinata dai i libri di testo i caratteri dei quali sono determinati più da una evoluzione casuale che da una sana competizione culturale. Se negli U.S.A. e nel Regno Unito e in Germania e in

Francia, le riviste di didattica contribuiscono ad una sana eugenetica dei manuali scolastici, nelle scuole italiane di quest’opera di selezione non vi è traccia anzi, per una nota legge di economia, la moneta cattiva scaccia quella buona.

Ledo Stefanini, laureato in Fisica e in Astronomia all’Università di Bologna, ha insegnato per più di vent’anni matematica e fisica nel liceo scientifico della sua città. Membro attivo di molte iniziative volte a migliorare il livello dell’insegnamento della fisica, a partire dagli anni ’70 – tra cui il classico “Progetto Relatività”, diretto da Giulio Cortini – ha fornito consulenze a diverse case editrici di manuali scolastici. Attualmente tiene corsi di fisica alla facoltà di ingegneria di Pavia, sede di Mantova . Autore di circa 80 pubblicazioni in materia di didattica della fisica su riviste italiane ( La Fisica nella Scuola, Il Giornale di Fisica, La Nuova Secondaria, Punti Critici, ecc.) e internazionali ( The American Journal of Physics, The European Journal of Physics, The Physics Teacher), Ha ricevuto il premio della Società Italiana di Fisica come riconoscimento per la sua attività nella didattica. E’ autore di un manuale di laboratorio (La cattedra e il bancone) per insegnanti che si propone lo scopo di rinnovare, sia nei fondamenti epistemologici che nella pratica didattica un’attività improntata ad una stanca interpretazione di una tradizione da tempo perduta. Ha avuto la ventura di essere testimonio del progressivo degrado di una istituzione, di una cultura e di una prassi che si rifacevano ad un’etica della cultura e dell’impegno intellettuale che si è appannata e che sopravvive ormai solo per la tacita resistenza di pochi, isolati, insegnanti. A questi colleghi – quasi in un dialogo galileiano - è dedicata questa raccolta di riflessioni, suggerimenti e dubbi.

 

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